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Sentenza

L'accesso ai documenti amministrativi, ex art. 24 della Legge n. 241/1990, l...
L'accesso ai documenti amministrativi, ex art. 24 della Legge n. 241/1990, la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici ha una tutela preminente atteso, che, per espressa previsione normativa, l'interesse con esso perseguito prevale anche su eventuali interessi contrapposti.
T.R.G.A. Trentino-A. Adige Trento Sez. Unica, 15/07/2020, n. 116
REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento

(Sezione Unica)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

nel giudizio, introdotto con il ricorso numero di registro generale 53 del 2020, proposto da:

-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avvocato Zeno Perinelli, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto in Trento, via Grazioli n. 11, presso lo studio dell'anzidetto avvocato Perinelli;

contro

-OMISSIS-in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Andrea Maria Valorzi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto in Trento, via Calepina, n. 65, presso lo studio del predetto avvocato Valorzi;

nei confronti

-OMISSIS-in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Massimo Miglio, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto in Trento, presso lo studio dell'avvocato Lorenzo Eccher, via delle Orne, 32;

per l'accesso ai seguenti atti e documenti:

- E. dei nominativi fornito dalla società -OMISSIS-degli incaricati alle rilevazioni per la customer satisfaction -OMISSIS-

nonché per l'annullamento nei limiti dell'interesse del ricorrente

- del provvedimento di diniego del -OMISSIS- dell'istanza di accesso agli atti ai fini difensivi depositata il -OMISSIS-

- in ogni caso: per l'annullamento di ogni altro atto inerente, presupposto, antecedente, consequenziale ed esecutivo, ancorché non conosciuto.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio e la memoria difensiva di -OMISSIS-;

Visto l'atto di costituzione in giudizio e la memoria difensiva di -OMISSIS-;

Viste le ulteriori memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Visto l'art. 116 cod. proc. amm.;

Visto l'art. 84 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 aprile 2020, n. 27 e successivamente modificato dall'art. 4 del D.L. 30 aprile 2020, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla L. 25 giugno 2020, n. 70;

Visto il decreto n. -OMISSIS-del Presidente del T.R.G.A. di Trento;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 luglio 2020, che si svolge mediante collegamento da remoto in videoconferenza, tramite Microsoft Teams, secondo quanto disposto dall'art. 84, comma 6, del D.L. n. 18 del 2020, il consigliere Antonia Tassinari;

Considerati presenti a ogni effetto in camera di consiglio, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, penultimo periodo, del D.L. n. 28 del 2020, il difensore di parte ricorrente, avvocato Zeno Perinelli, il difensore di -OMISSIS-avvocato Andrea Maria Valorzi e il difensore di -OMISSIS-avvocato Massimo Miglio che hanno presentato richiesta di passaggio in decisione sulla base degli atti depositati;
Svolgimento del processo

1. Il signor -OMISSIS-, odierno ricorrente, nell'-OMISSIS- ha svolto l'incarico di rilevatore per conto di -OMISSIS-impresa che, attraverso la raccolta e successiva analisi di interviste al pubblico, effettua indagini di mercato, sondaggi di opinione nonché customer e job satisfaction. Tale società era risultata aggiudicataria della gara telematica indetta da -OMISSIS- per l'esecuzione del servizio di indagine di customer satisfaction, relativamente al "servizio -OMISSIS-". Come risulta dalla documentazione versata in atti, alla gara era stata invitata anche la società "-OMISSIS-" di cui il signor -OMISSIS- è rappresentante e amministratore. L'incarico affidato dalla società aggiudicataria all'odierno ricorrente prevedeva l'effettuazione di 225 interviste personali con fruitori dei servizi erogati da -OMISSIS-e ciò "con assoluta autonomia ed indipendenza" e "senza essere soggetto a direttive e vincoli di subordinazione e/o gerarchia", trattandosi di "prestazioni di lavoro occasionale". Il ricorrente odierno già nel -OMISSIS-, unitamente ad altri due intervistatori incaricati da -OMISSIS-, inoltrava a -OMISSIS-una nota di doglianze sostenendo la violazione, da parte dell'aggiudicataria, "degli obblighi relativi alle disposizioni in materia di sicurezza, di protezione dei lavoratori, di condizioni di lavoro, di previdenza e di assistenza", denunciando il mancato pagamento del corrispettivo, segnalando di voler "incardinare urgentemente l'azione giudiziaria" e indicando, al predetto fine, la necessità di acquisire documentazione in possesso della società che gestisce -OMISSIS-. -OMISSIS-replicava che la collaborazione con gli addetti alle interviste era avvenuta "mediante rapporti di lavoro autonomo ed occasionale (possibilità prevista anche nell'accordo collettiva nazionale vigente che non prevede particolari obblighi previdenziali sino al raggiungimento di determinate soglie)", e - comunque - di "non ravvisare violazioni di legge o del bando" da parte dell'aggiudicataria, evidenziando, infine, che le istanze di accesso prospettate avrebbero comunque potuto essere presentate al RUP. -OMISSIS- insisteva per la consegna della documentazione relativa ai sondaggi effettuati trattenuta dagli intervistatori invitando inoltre più volte l'odierno ricorrente a "indicare le coordinate bancarie del suo conto corrente" al fine di provvedere al pagamento delle competenze maturate per le interviste raccolte. Il signor -OMISSIS- non forniva alcun riscontro circa le modalità di pagamento del corrispettivo.

2. Trascorsi tre anni il signor -OMISSIS- ha poi inoltrato a -OMISSIS-(cfr. nota del -OMISSIS-), una istanza di accesso al fine di ottenere l'E. dei nominativi degli incaricati delle rilevazioni per la customer satisfaction commissionata nel -OMISSIS- a -OMISSIS-. La documentazione richiesta, secondo quanto rappresentato dall'istante, sarebbe utile alla difesa in giudizio dei propri diritti asseritamente lesi poiché, diversamente da quanto previsto dal capitolato d'oneri, l'aggiudicataria avrebbe stipulato con gli intervistatori contratti di collaborazione occasionale con compensi minimi senza alcuna garanzia assicurativa. Tuttavia -OMISSIS-con l'impugnato provvedimento del -OMISSIS-ha negato l'accesso alla documentazione richiesta. Il ricorso, immediatamente proposto dal signor -OMISSIS-, è affidato ai seguenti motivi:

I) Illegittimità per violazione di legge (art. 24 L. n. 241 del 1990)

La domanda di accesso a -OMISSIS-è volta a tutelare un interesse di primaria rilevanza, qual è il diritto alla difesa in giudizio, riconosciuto sia a livello nazionale, dagli articoli 24, 111 e 113 Cost, sia a livello sovranazionale dall'art. 6 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali. In applicazione di tale principio l'art. 24, comma 7, della L. 7 agosto 1990, n. 241 ha stabilito che "Deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici". Dunque, l'impugnato diniego è illegittimo in quanto la documentazione richiesta è palesemente necessaria ai fini della difesa.

II) Violazione di legge art. 22 L. n. 241 del 1990 e art. 32, comma IV, l.p. n. 23/1992), Illegittimità per eccesso di potere (motivazione insufficiente ed incongrua)

L'amministrazione, al fine di motivare il proprio provvedimento di diniego, ha sostenuto l'impossibilità dell'accesso ai "nominativi degli altri rilevatori in quanto chiaramente dati personali, tutelati dalla normativa di settore. Gli stessi dati non sono inoltre soggetti ad obblighi di trasparenza e tantomeno contenuti in documentazione amministrativa prodotta ovvero ricevuta dalla Scrivente". Peraltro la normativa (statale e provinciale) prescrive il diritto di accedere ad ogni rappresentazione di atti (non importa se di provenienza pubblica o privata), purché siano detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti un'attività di pubblico interesse. È incontestato che i documenti in questione siano in possesso di -OMISSIS- che, d'altra parte, gestisce un'attività di pubblico interesse quale -OMISSIS-. La conoscenza dei nominativi dei rilevatori consentirebbe di chiamare questi ultimi a rendere la prova testimoniale nell'instauranda causa di lavoro finalizzata a tutelare i diritti e le ragioni del signor -OMISSIS-. Infatti le testimonianze dei rilevatori dimostreranno in sostanza che anche altri collaboratori di -OMISSIS- hanno subito un trattamento economico palesemente insufficiente in violazione delle disposizioni del bando di gara e del capitolato che la società era obbligata a rispettare.

3. L'odierno ricorrente il -OMISSIS-aveva peraltro già indirizzato una istanza di accesso agli atti a -OMISSIS-, da quest'ultima riscontrata in parte negativamente il -OMISSIS-, per acquisire una serie di atti (assicurazione prevista nel capitolato di gara asseritamente a favore dei lavoratori utilizzati; segnalazioni dell'utenza circa irregolarità nell'esecuzione del sondaggio; segnalazioni di alcuni rilevatori circa i compensi loro riconosciuti; piano operativo delle rilevazioni fornito da -OMISSIS- a -OMISSIS-; capitolato e bando della gara di cui è risultata aggiudicataria -OMISSIS-) relativi al servizio di customer satisfaction commissionato nel -OMISSIS- a -OMISSIS-. Il suddetto provvedimento di parziale diniego ha formato oggetto di separato ricorso chiamato all'udienza odierna. Ulteriori istanze di accesso di analogo tenore sono state rivolte dal signor -OMISSIS- ad altre amministrazioni con cui -OMISSIS- aveva in passato collaborato.

4. Si è costituita in giudizio -OMISSIS- rilevando in primo luogo l'inammissibilità del ricorso proposto ben tre anni dopo la nota di doglianze che preannunciava l'instaurazione di una causa di lavoro nonché la necessità a tal fine di documentazione nella disponibilità della società che gestisce il trasporto pubblico. -OMISSIS-inoltre ha insistito per il rigetto del ricorso, considerata l'insussistenza dei presupposti di legge per conseguire l'ostensione.

5. La controinteressata -OMISSIS-, costituitasi in giudizio, ha diffusamente argomentato per l'inammissibilità del ricorso sottolineando che il signor -OMISSIS- è un concorrente dell'aggiudicataria e che l'interesse che a tre anni di distanza lo muove non deriverebbe da esigenze difensive per l'incarico di rilevatore svolto. La natura del reclamato accesso, secondo la controinteressata, sarebbe dunque meramente esplorativa. Nel merito la controinteressata -OMISSIS- ha contestato la sussistenza dei presupposti dell'accesso documentale richiesto.

6. Alla camera di consiglio del 9 luglio 2020 il ricorso, ai sensi dell'art. 84, comma 5, del D.L. n. 18 del 2020, è passato in decisione senza discussione orale, sulla base degli atti depositati.
Motivi della decisione

I) Il ricorso per le considerazioni che seguono è infondato e la circostanza consente di prescindere dai pur significativi profili di inammissibilità avanzati sia da -OMISSIS-sia dalla controinteressata: profili che in ogni caso ridondano anche in motivi di infondatezza del gravame.

II) Giova premettere che costituisce ius receptum in giurisprudenza il principio secondo cui all'accesso "a documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici" ai sensi dell'art. 24, comma 7, della L. 7 agosto 1990, n. 241 (e, analogamente, dell'art. 32 bis, comma 2, della legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23 e s.m.) è riconosciuta dall'ordinamento una tutela preminente atteso, che, per espressa previsione normativa, l'interesse con esso perseguito prevale anche su eventuali interessi contrapposti. Tale tutela è indipendente dalla fondatezza, nel merito, delle ragioni da "curare" ovvero "difendere" (cfr. T.A.R. Puglia, Lecce, sez. II, n. 1742/2019; T.A.R. Campania, Napoli, sez. VI, n. 5300/2019) e dalla concreta rilevanza ai fini del giudizio dei documenti individuati dall'interessato in funzione della propria strategia difensiva in sede giurisdizionale (T.R.G.A, Trento, n. 108/2018; C.d.S., sez. VI, n. 6764/2019).

III) Ciò posto, nonostante l'ampia latitudine che connota lo specifico diritto di accesso accordato dal legislatore per esigenze difensive, vale, tuttavia, considerare che il diritto di accesso esercitato dall'istante è riconducibile all'accesso documentale e mutua pur sempre da quest'ultimo i relativi presupposti previsti dall'art. 32, comma 1, della l.p. n. 23 del 1992 ("L'accesso ai documenti amministrativi è consentito......a tutti i soggetti...... che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso") così come, in termini analoghi, stabiliti dall'art. 22, comma 1, lett. b) della L. n. 241 del 1990, e soggiace comunque ai principi che informano il diritto di accesso.

IV) Ebbene, avuto riguardo alla peculiarità del caso di specie, va, allora, rilevato che proprio in relazione ai principi che informano il diritto di accesso non è consentito di apprezzare favorevolmente i motivi dedotti che attengono il primo alla violazione dell'art. 24 della L. n. 241 del 1990, e il secondo all'insufficienza ed incongruità della motivazione che sorregge il diniego opposto. Tali censure in quanto strettamente connesse meritano un esame congiunto.

V) A riguardo del diniego opposto, risulta dirimente la circostanza che -OMISSIS-non ha la disponibilità del documento avente il contenuto richiesto dal ricorrente, vale a dire l'"E. dei nominativi fornito dalla società -OMISSIS-degli incaricati alle rilevazioni per la customer satisfaction -OMISSIS-". Ciò emerge, ancorché non perspicuamente (il che ha evidentemente indotto il ricorrente a ritenere pacifica l'esistenza del documento), dall'impugnata nota del -OMISSIS-("comunichiamo che non è possibile fornire i nominativi degli altri rilevatori in quanto chiaramente dati personali, tutelati dalla normativa di settore. Gli stessi dati non sono inoltre soggetti ad obblighi di trasparenza e tantomeno contenuti in documentazione amministrativa prodotta ovvero ricevuta dalla Scrivente"). La mancanza del possesso in capo a -OMISSIS-dello specifico documento richiesto di per sé esclude la possibilità di dar corso all'accesso invocato, il quale, ex art. 22, comma 1 lett. d e comma 4, della L. n. 241 del 1990 nonché ex art. 32 commi 2 e 4 della legge provinciale n. 23 del 1992, può avere ad oggetto solo documenti già materialmente formati ed esistenti. D'altra parte è principio consolidato in giurisprudenza che il soggetto destinatario della richiesta di accesso non è tenuto, al fine della sua evasione, a ricercare ed elaborare dati e informazioni comunque in altro modo detenuti (cfr., ex multis, C.d.S., sez. III, n. 745/2016). Conseguentemente a nulla rileva, diversamente da quanto sostenuto dal ricorrente, che presso gli uffici di -OMISSIS-siano stati sottoscritti i contratti di collaborazione occasionale con gli incaricati del servizio di rilevazione, si siano svolte riunioni con i rilevatori e a questi siano stati rilasciati "badge" e "abbonamenti gratuiti per fruire del servizio di trasporto pubblico". L'inesistenza di un documento già formato recante l'E. dei nominativi degli incaricati alle rilevazioni giustifica di per sé solo il diniego opposto da -OMISSIS-all'accesso preteso dal ricorrente, diniego sufficientemente motivato proprio dalla riportata insussistenza di tale documento.

VI) In conclusione il ricorso deve essere respinto in quanto infondato.

VII) Le spese del giudizio, tenuto conto della ritenuta esistenza da parte del ricorrente del documento richiesto, possono essere compensate. Anche per tali ragioni resta ferma nei confronti del ricorrente l'ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato disposta, essendo appena il caso di rilevare che non è comunque risultata "manifestamente infondata" la pretesa fatta valere dall'istante.

Il difensore del ricorrente non ha presentato istanza di liquidazione del corrispettivo per cui alla liquidazione delle spese in favore dell'avvocato si provvederà con separato decreto collegiale.
P.Q.M.

Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, sede di Trento, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe indicato, lo respinge.

Compensa le spese che verranno liquidate con successivo decreto collegiale.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, commi 1 e 2, del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, e dell'art. 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare il ricorrente.

Così deciso in Trento nella camera di consiglio del giorno 9 luglio 2020, tenutasi mediante collegamento da remoto in videoconferenza, tramite Microsoft Teams, secondo quanto disposto dall'art. 84, comma 6, del D.L. n. 18 del 2020, convertito nella L. n. 27 del 2020, con l'intervento dei magistrati:

Fulvio Rocco, Presidente

Carlo Polidori, Consigliere

Antonia Tassinari, Consigliere, Estensore
Avv. Antonino Sugamele

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